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Sao

Joined: Tue May 04, 2021 2:43 am
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#1
Ci tengo a precisare che quanto segue è frutto di una mia personale riflessione, ma che ovviamente, giusta o meno che sia, essendo essa derivata dall’utilizzo della logica e della deduzione, probabilmente conterrà in parte se non del tutto conclusioni già raggiunte da altre persone, ma che per ovvi motivi io non ho modo di sapere.
Come sappiamo dall’intro di DS1, in origine il mondo era amorfo e avvolto dalla nebbia, abitato dagli Arcialberi e dagli Arcidraghi, esseri immortali, costituiti da pietra, quindi allo stesso tempo esseri non propriamente vivi.
Ciò fa capire come prima dell’avvento della Fiamma, che generò disparità, concetti come vita e morte non esistevano, lo stesso tempo, scandito dal mutare degli eventi, in un mondo immobile e immutevole, perde di significato; questo passo è importante per comprendere la non morte e il concetto del tempo distorto.
In un momento indefinito, in quelle che sembrano essere le profondità della terra, fece la sua comparsa, o per meglio dire si generò la Prima Fiamma, creando disparità, vita e morte, caldo e freddo; giunsero quindi dall’oscurità loro, la stirpe di Gwyn, esseri vacui attratti dalla fiamma, ed è qui che ognuno di loro acquisì un’anima e quindi una volontà; 4 in particolare trovarono delle anime potenti, rappresentazioni di concetti legati al mondo in opposizione tra loro, ovvero l’anima di Gwyn, la luce, in opposizione all’anima oscura del “nano” furtivo, nano perché probabilmente, a differenza del resto della stirpe di Gwyn, era di stazza uguale alla nostra, infatti nostro antenato, l’anima di Nito, rappresentazione della morte, e quella di Izalith, la vita, difatti la sua manipolazione porterà ad una distorsione della vita con l’avvento dei demoni. In questo contesto mutevole, il trascorrere lineare del tempo come lo intendiamo noi assume significato.
È lecito pensare che gli stessi arcidraghi ed arcialberi abbiano subito l’influenza della prima fiamma, quindi della diversità, divenendo alcuni poco a poco esseri propriamente vivi col passare del tempo, come Kalameet, da qui il senso delle azioni di Nito in primis, che generò miasmi mortali, inutili con esseri di pietra, e delle streghe che bruciarono gli alberi, evidentemente divenuti vivi; Seath è probabilmente un caso particolare, nato in concomitanza con la comparsa della fiamma, e quindi non immortale, non fatto di pietra.
E ovvio ma spesso non tenuto a mente, che da quando i primi esseri trovarono le anime nella fiamma a quando mossero guerra ai draghi, del tempo sia trascorso, necessario perché potessero fondare le loro società, e perché la vita creatasi potesse diversificarsi, evolvere, draghi non esclusi, (non a caso i cavalieri della città ad anelli parteciparono a quel genocidio ).
Piccola teoria inutile ma affascinante, sappiamo che il figlio di Gwyn fosse un Dio della guerra, che ad un certo punto strinse un legame con un essere dragoide ed abbandonò la volontà di perseguitare i draghi e la loro stirpe; è improbabile, essendo un Dio guerriero in un mondo fantasy medievale, immaginarlo in guerra vestito di bende, seppur di origine draconica, quindi credo sia plausibile abbandonò l’armatura dopo tale decisione, armatura che a quel punto venne animata da un’anima di drago (ora presente in loro perché vivi), così come avvenne per il golem di DS1, da qui l’origine dell’Armatura dell’ammazzadraghi.

Sconfitti i draghi, si entrò in un’era dominata da quegli esseri umanoidi che acquisirono le anime dalla prima fiamma e che divennero Dei; il tempo trascorreva linearmente, la morte era presente, ma quegli esseri dotati di potenti anime erano in grado di sfuggirgli prolungando le loro vite, grazie appunto a quel potere che però ricordiamo non li rendeva invulnerabili, bensì molto molto longevi, mentre gli uomini, stirpe del nano furtivo, non possedendo tali anime erano soggetti all’invecchiamento. Ciò che però aveva reso gli uomini pericolosi davanti a Gwyn ed i suoi era la loro particolare anima, l’umanità, originatasi dall’anima oscura, l’unica in grado di non esaurirsi perché capace di riprodursi indefinitamente, cosa che per esempio avvenne in maniera incontrollata in Manus, la cui umanità (umanità non anima oscura, la prima appunto frammento dell’anima oscura) si riprodusse in modo incontrollato come fanno le cellule di un tumore, generando l’abisso.
Da qui la necessità di sigillare tale anima, generando il simbolo oscuro, avvolto da un cerchio di fuoco, ed infatti probabilmente legato alla prima fiamma e destinato a scomparire con essa; il simbolo oscuro è appunto un sigillo, un pozzo, da cui trasuda oscurità, l’umanità che tenta di replicarsi mentre viene costretta, schiacciata dentro l’uomo.
Il passaggio chiave per capire questo sigillo, il sacrificio di Gwyn nel tentativo di prolungare la fiamma e l’età dell’uomo, sta nel fatto che la stirpe di Gwyn è nata vacua, sono le anime generate dalla fiamma che li hanno resi quello che sono, come dimostra lo stesso Gwyn con le sue apparenze da vacuo all’interno della fornace della prima fiamma, poiché la sua anima e quasi totalmente scomparsa alimentando la fiamma, e lo stesso il figlio, la cui anima lo ha tenuto in vita tanto a lungo, ma non in grado di alimentarlo per sempre, la conferma di questo l’abbiamo con Filianore, che alla fine dei tempi si svela a noi come un cadavere.
Ciò invece non si può applicare agli uomini, la cui natura è si accumunata dall’essere potenzialmente vacui, ma con l’umanità libera di duplicarsi in modo indefinito, essi hanno la capacità di non perdere il senno, e quindi potenzialmente di essere gli eredi del mondo una volta che la fiamma sarà spenta, e con essa saranno scomparse le anime dei grandi signori; è per questo che Gael mira alla conquista dell’anima oscura, perché con essa il dipinto generato non andrà incontro al collasso, avendo una fonte inesauribile, a differenza di ciò che avviene col mondo di Ariandel.
Da qui ci possiamo ricollegare al mondo di gioco, che sia in DS1 che in DS3 si trova in uno stato catatonico, di abbandono, poiché la fiamma si sta spegnendo, in questo contesto la diversità portata dalla fiamma viene meno, la vita stessa viene alterata, generando la ricomparsa degli uomini, affetti quindi dalla maledizione della non morte perché legati alla fiamma tramite il sigillo, sigillo che però trattiene la loro anima umana confinata, rendendoli vacui; il tempo è anch’esso degenerato, smette di scorrere, lo spazio collassa quindi su se stesso, generando dei paradossi temporali, da qui il tempo “distorto”, che non è fatto di viaggi nel tempo ( che sono esclusivi infatti degli avvenimenti di Oolacile o dovuti all’illusione di Filianore) ne è fatto di intersezioni tra mondi paralleli.
Ricordo a chi avrà la pazienza di leggere questo testo che si parla pur sempre di un gioco, che per motivi di gameplay non può sempre essere coerente con se stesso, è che inoltre in alcuni casi è volutamente criptico, ed infine che a dispetto di quello che possa apparire logico o del tutto errato, l’unico in grado di stabilire in modo definito ed inoppugnabile la correttezza o inesattezza degli eventi e della trama è il Direttore Artistico, a noi resta il piacere di immaginare e nient’altro.